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"SMOLLA IL BULLO" (bullismo: istruzioni per l'uso)

Smolla il bullo!Smolla il bullo!

Nei mesi di aprile/maggio ho attivato, con i ragazzi della classe quinta A – scuola primaria di Via dei Boschi – un percorso educativo sul bullismo. L’idea è scaturita dalle frequenti domande che gli studenti mi rivolgevano in merito al problema e che manifestavano una preoccupazione di fondo riguardo alla realtà della scuola in generale.

 

Vedi VOLANTINI>>

Poiché ritengo necessario che i ragazzi affrontino sempre l’esperienza scolastica in modo sereno e in una condizione di benessere, ho pensato che fosse indispensabile concentrare l’attenzione dell’ultimo periodo sulla prevenzione e sul contrasto del fenomeno, per influire positivamente sul processo educativo-formativo nell’ambito della scuola dell’obbligo.

 

Il percorso didattico ha affrontato le tematiche proprie del bullismo, fornendo spunti di conoscenza e di approfondimento, offrendo chiavi di lettura e di riflessione in merito a comportamenti dannosi per il singolo che li subisce, ma (di riflesso) anche per il gruppo sociale nel quale egli è inserito; a questo proposito si è giunti ad indagare anche rispetto all’esasperazione del fenomeno, cioè quando il bullismo diventa reato, comportando la responsabilità penale dell’autore, sollecitando i ragazzi a riflettere sul fatto che atti effettuati con leggerezza possono avere conseguenze molto gravi e condizionare la vita futura non solo della vittima, ma anche di chi ha posto in essere la prepotenza.

Il fenomeno è stato esplorato da tre diverse prospettive: quella della vittima, quella dello spettatore e quella dell’autore della violenza. Ciò ha consentito di mettere in evidenza le problematiche connesse ad ognuna delle tre condizioni e di formulare tutti insieme una serie di “istruzioni per l’uso”, è a dire modalità di comportamento utili per sottrarsi ad eventuali situazioni di disagio.

 

Particolare importanza è stata data al problema del silenzio, che spesso accompagna il fenomeno del bullismo: la possibilità di parlarne, di socializzare esperienze e opinioni, di condividere ansie e preoccupazioni, costituisce infatti il primo, ineludibile, passo verso il superamento del problema; i ragazzi hanno preso coscienza del fatto che confidarsi con un adulto di fiducia può essere il modo più efficace per smascherare i prepotenti, anche se ciò comporta la grave decisione di superare la vergogna e la paura di non essere ascoltati, di non essere creduti o, peggio ancora, di essere ridicolizzati dalle persone care, che potrebbero minimizzare gli episodi.

Se i ragazzi hanno mostrato di aver compreso la complessità del fenomeno e si sono impegnati a riflettere sui loro comportamenti, tuttavia resta alla scuola il compito di garantire il benessere degli studenti, promuovendo una cultura della legalità e del rispetto dei diritti, procedendo in accordo con le famiglie e con le agenzie educative del territorio.

 

In allegato si trovano i lavori prodotti dai ragazzi nei quali sono contenute, sotto forma di testi e di volantini, le acquisizioni relative al percorso educativo-didattico.

AllegatoDimensione
Axel e Mister Nobody.doc22 KB
Amiche a doppia faccia.doc21.5 KB
Bullo è chi il bullo fa.doc20.5 KB
Diego e gli zaini.doc21.5 KB
E fu così che camillo sconfisse il bullo.doc21 KB
Storia di bulli, brioches e indigestioni.doc27.5 KB
Essere diversi può essere bello.doc25.5 KB
La nuova vita di Calogero.doc21.5 KB
Laggiù nell'estrema Sardegna.doc20.5 KB
Le tre bullette dell'Australia.doc21.5 KB
Maria, professione bulla.doc21.5 KB
Non coprire i tuoi difetti.doc21.5 KB

Commenti

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#1 complimenti!!!

I racconti dei ragazzi sono intelligenti e brillanti.
Complimenti agli alunni e alle insegnanti per questo importante progetto e per l'ottimo lavoro!!!
Laura Mancini


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